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Caro tè…pésca la torta!
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Note di cioccolato
Di corsa a comprare le carote (quelle in busta già grattate, meno fatica ma soprattutto asciutte!!!), la ricotta per necessario svuotafrigo, una piccola aggiunta di fragranti nocciole appena tostate, una manciata di uvette e via in forno!
TORTA di CAROTE con PESCHE e NOCCIOLE
INGREDIENTI
- 175gr di farina bianca
- 50gr di farina integrale
- 2 uova
- 140gr di zucchero di canna
- 100gr di ricotta
- 150gr di carote già pulite
- 1 pesca grande matura ma soda (circa 200gr)
- 70gr di uvetta
- 50gr di granella di nocciole tostate
- 25gr di burro
- latte q.b.
- estratto di vaniglia
- 12gr di lievito per dolci
- sale
Sbucciare la pesca e tagliarla a spicchi abbastanza sottili.
A mano con una spatola incorporare le farine setacciate con il lievito, alternate con poco latte a filo, facendo attenzione a non formare grumi, quindi aggiungere la granella di nocciole e l’uvetta rinvenuta in acqua tiepida per qualche minuto e ben strizzata.
Servire cosparsa di zucchero a velo e buona colazione ^__^
Something Red: Rosso Susina!
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Note di cioccolato
Dopo aver atteso a lungo le ferie, mi sto godendo gli ultimi due giorni a casa da mamma e stavolta, fra le tante cose che ho sempre in programma di fare quando torno qui “a bottega”, ho beccato anche, con mio grande divertimento, la marmellata di sambuco.
In verità la mia produzione marmellatosa era già iniziata qualche settimana fa con le susine perchè se a Ferragosto il tempo promette solo freddo e pioggia e la voglia di uscire a far la papera non c’è, che si fa? Si approfitta del bottino di prugne del giorno prima per marmellatare, tanto più che col micro ci vuole più tempo a dirlo che a farlo.
E se una mattina il tuo capo, per ringraziarti del dolce che su commissione gli hai portato un paio di giorni di prima, arriva con una busta colma di rosse e polpose susine appena colte dal suo albero…che ci fai? Marmellata bis, of course ^__^
Ma siccome la provvista base è ormai sicura, una (in)sana follia comincia a scatenarsi e…se provassi ad aggiungere…no, meglio invece…e perchè non…ecco, trovato! Ci sono…ROSMARINO!
Rosmarino? Sì, rosmarino! Mi sono ricordata di una crostata alle prugne aromatizzata al rosmarino che avevo assaggiato da un’amica (a proposito, bisogna che mi decida a scucirle la ricetta!) e che mi aveva molto piacevolmente sorpresa, quindi per proprietà transitiva ho pensato che anche una marmellata doveva avere il suo bel carattere. Delicatamente aromatica, è ottima sul pane fresco ma spalmata su una fetta di fragrante Pan di Spagna o di soffice ciambella, la colazione non ha niente da invidiare al calssico cornetto del bar.
MARMELLATA di PRUGNE ROSSE al ROSMARINO
INGREDIENTI
- 1 kg (peso al netto) di prugne rosse
- 320gr di zucchero (*)
- 1 limone non trattato
- 2 rametti di rosmarino fresco
A piacere, regolare la quantità di zucchero in base alle proprie preferenze.
Versione tradizionale
Continuare a cuocere, mescolando in continuazione per evitare che attacchi sul fondo, fino a raggiungere la consistenza “marmellatosa” (valida la prova piattino). Invasare e chiudere immediatamente i vasetti.
Avvolgerli bollenti, mano mano sono pronti, in una tovaglia e lasciarli raffreddare completamente: faranno il vuoto da soli.
Versione forno a microonde
Lavare e snocciolare le prugne, tagliarle a pezzi non troppo grandi, metterle in una pentola dai bordi alti, adatta alla cottura in micro e lasciarle cuocere alla massima potenza (per me 750W) circa 15 minuti, coperto.
Togliere la pentola dal forno, aggiungere lo zucchero, frullare con il frullatore ad immersione fino ad ottenere la consistenza voluta, aggiungere i rametti di rosmarino legati con un filo e rimettere in forno alla massima potenza. Lasciar cuocere per altri 10-12 minuti, mescolando di tanto in tanto, o fino a che la marmellata assume la consistenza giusta.
Riempire subito i vasetti, rimetterli in micro giusto il tempo perchè la marmellata riprenda il bollore e chiuderli immediatamente con la capsula. Avvolgerli in un telo e lasciarli coperti fino a che saranno perfettamente freddi. Nel giro di poco dovrebbero fare il vuoto.
Versione forno tradizionale
Preparare le prugne come sopra, sistemarle in una teglia da forno capiente e infornare a 200°C per circa un’ora, finchè gran parte del liquido è ristretto. Frullare con il minipimer (avendo cura di torgliere il rosmarino), unire lo zucchero, mescolare e rimettere in forno fino a che la marmellata non raggiunge la giusta consistenza, mescolando di tanto in tanto.
Togliere la teglia dal forno, invasare e procedere come sopra.
E adesso non avete scuse di non sapere come si fa la marmellata
E ora per continuare sulla scia della dolcezza, vorrei invitarvi a partecipare numerosi al blog candy che la super mega dolcissima Imma ha realizzato in occasione del secondo blog compleanno di “Dolci a gogò“. Imma è una persona adorabile, sempre disponibile, è un’esplosione di simpatia e un portento di bravura, basta dare un’occhiata al suo blog e alle sue fantastiche realizzazioni per rendersene conto. E allora correte subito ad inscrivervi al suo candy e al suo blog se non l’avete già fatto, così da non perdere neanche una delle sue delizie.
AUGURI IMMENSI tesoro mio, averti conosciuta (virtualmente) è stata per me una gioia impagabile e spero davvero con tutto il cuore che arriverà un giorno in cui potrò abbracciarti dal vero e incontrare la luce che traspare dai tuoi occhi e dal tuo sorriso nella foto. Un bacio grande
Se la base è buona…
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Note di cioccolato
La stessa emozione che provo nel veder crescere pian piano un lievitato la riprovo qui, col Pan di Spagna.
Ognuno ha sicuramente la propria ricetta a cui è affezionato (anche se gira e rigira le dosi sono quelle), i proprio trucchetti nel cassetto per la riuscita perfetta e anch’io ho la mia, la ricetta della nonna, quella tramandata di generazione in generazione che custodisco nel cuore e alla quale torno sempre come punto di riferimento.
Essendo in questo periodo nella fase “colpo di fulmine” per L.Montersino (un paio di settimane fa ho comprato non uno, ma ben due dei suoi libri, così tanto per…) avevo deciso di sperimentare la sua ricetta. D’altra parte, quale poteva essere meglio? Già…quale…
Spulcio per benino sul suo blog, guardo anche i video su Alice, confronto le ricette di entrambi i libri e…NON è possibile! Il mio mito che traballa sul Pan di Spagna: 3 versioni diverse, anche se di pochissimo, per la stessa base!!! NON ci posso credere!!!
Riprendo allora il “quaderno sacro” in cui sono appuntate le ricette intoccabili e noto, pressochè incredula, che la ricetta della nonna prevede praticamente la metà della farina. C’è qualcosa che non va! Eppure, un rapido giro in rete e tutte le ricette che trovo concordano all’incirca con la versione di famiglia.
Mhhhhhhh, come può essere che il mio mito cada sul Pan di Spagna…DEVO capire! Leggo più attentamente la parte teorica di “Peccati di Gola” e scopro così che esistono 3 versioni per questo dolce: una versione “pesante” (uova-zucchero-farina in pari quantità); una versione “media” (zucchero e farina pari a 2/3 il peso delle uova) che è quella suggerita da Montersino, e una versione “leggera” (zucchero e farina pari a metà peso delle uova) che corrisponde alla mia. Il mito è salvo e la ricetta della nonna pure, perchè seguirò quella anche stavolta e per le volte a venire.
Unico trucchetto carpito al pasticcere: scaldare uova e zucchero prima della montata.
Nonna, non ti offendi vero? Certo che dovevi avere una bella forza per mettere in ballo minimo 20 uova alla volta a suon di braccia e di forchetta, senza planetaria o fruste elettriche di sorta! Non ci sono più le donne di una volta…
Il PAN di SPAGNA
INGREDIENTI per uno stampo da 21cm
- dosi della nonna
- 4 uova medie
- 4 cucchiai colmi di farina
- 4 cucchiai di zucchero
- abbondante scorza grattugiata di limone
- tradotto in peso
- 220gr di uova
- 110gr di farina
- 110gr di zucchero
- abbondante scorza grattugiata di limone
La sbattituta non deve essere nè lenta (non consente di incorporare aria sufficiente), nè violenta (non permette l’incorporazione omogenea dell’aria e la formazione uniforme degli alveoli), nè deve eccessivamente prolungata (in questo caso rompe eccessivamente la rete proteica, che perdendo consistenza non trattiene le bollicine d’aria).
A questo punto aggiungere la scorza grattugiata del limone (o se preferite i semi di un baccello di vaniglia come consiglia Montersino), abbandonare le fruste e munirsi di spatola con cui incorporare la farina poco alla volta, facendola cadere direttamente da un setaccio, con movimenti delicati dal basso verso l’alto, cercando di non smontare la massa. Questo è molto importante perchè l’unico agente lievitante che permetterà al Pan di Spagna di crescere nel forno ed aumentare di volume è l’aria incorporata dal composto di uova.
Versare il composto nello stampo imburrato e infarinato: NON battere (Montersino nel video raccomanda anche di NON livellare), l’impasto si assesterà da solo nel forno. Cuocere in forno caldo a 180°C per 35-40 minuti, fino a che i bordi cominceranno a ”raggrinzire” leggermente e a staccarsi dalle pareti dello stampo. Se la superficie tendesse a colorire troppo, abbassare la temperatura a 160°C ma NON aprire lo sportello del forno.
Lasciare nel forno spento per 5 minuti, sformare e lasciar intiepidire su una gratella, quindi mettere in una busta di carta in modo che, trattenendo un po’ di umidità, rimanga morbido.
NOTE del pasticccere
1. UOVA: è possibile aggiungere più tuorli o più albumi, mantenendo la stessa grammatura. Se si aggiungono tuorli si otterrà un Pan di Spagna leggermente più pesante; se si aggiungono albumi si otterrà una massa più leggera. La dose massima è pari ad 1/3 del peso delle uova.
2. FECOLA/AMIDO: può sostituire fino a metà del peso della farina. Il composto perde elasticità ma acquista una buona friabilità.
3. FRUTTA SECCA in polvere: va unita insieme alla farina e il peso NON deve mai superare quello dello zucchero. Ogni 30gr di frutta secca in polvere andranno eliminati 10gr di farina. La sua presenza conferisce al prodotto una buona friabilità.
4. CACAO: la dose massima è di 8gr per 100gr di farina e il peso va sottratto a quello della farina (Es: 92gr farina + 8gr cacao).
5. CIOCCOLATO FONDENTE: la dose massima è di 20gr per 100gr di farina. prima di unire la farina è necessario scioglierlo e amalgamarlo ad una parte di montata.
E ora ragazzi vi saluto e vi auguro uno splendido week end.
Scusate se sarò un po’ latitante nei prossimi giorni ma finalmente torno a casa in Abruzzo.
Mamy…aspettami che sto arrivando ^___^
Un uovo per amico
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Note di cioccolato
Quando il buio è completo, apro il frigo, lo guardo e lui, l’ovetto, strizzando l’occhiolino
In verità la strapazzata stavolta era premeditata. L’idea mi frullava in testa da un po’ e questo risottino fiorito mi è sembrato un’ottima cavia per mettere in pratica l’esperimento. Già, perchè se la frittata di pasta è un cult della tradizione, quale motivo per non provare una volta con il riso?
Vi state chiendendo se l’esperimento è riuscito? Vi posso solo dire che l’idea dal quaderno giallo, quello delle liste d’attesa, è passata di diritto in quello verde del via libera al bis…tris…full ^__^
FRITTATA coi FIORI…e non solo!
INGREDIENTI per 2 persone
- 4 uova medie (o 3 grandi)
- 4-5 cucchiai colmi di risotto ai fiori avanzato
- latte q.b.
- parmigiano grattugiato
- olio evo
- sale
1. Possono partecipare tutti, anche chi non ha un blog
2. Valgono anche ricette già pubblicate
3. I partecipanti dovranno esporre il banner della raccolta
nella sidebar del blog e pubblicarlo insieme alla foto del piatto con la relativa ricetta
4. Bisognerà lasciare un commento a questo post con il link della ricetta
5. Chi non ha un blog potrà inviare la ricetta, corredata di foto, al mio indirizzo e-mail pulcinoGZ@gmail.com ed io provvederò ad inserirla nella lista
6. Non c’è un limite al numero di ricette che si possono inviare, anzi…più sono meglio è
7. Alla fine della raccolta ci sarà un mega (spero) pdf scaricabile da consultare all’occorrenza
8. La raccolta inizia oggi 01 Settembre e scadrà il
Io inizio subito con la proprosta di oggi e voi…mi seguite?
Allora partiamo e…PASSATE PAROLA, mi racomando ;)
Elenco delle ricette
Frittata coi fiori by Note di Cioccolato
Tagliatelle di frittata con funghi misti by Note di Cioccolato
Dadi di frittata a sorpresa by Note di Cioccolato
Sandwiches di frittata con melanzane e provola affumicata by Note di Cioccolato
Frittata alle zucchine a modo mio by Note di Cioccolato
Tonno strapazzato con melanzane e patate by Note di Cioccolato
Finte friselle mediterranee by Note di Cioccolato
Uova al pomodoro strapazzate by Pan di Ramerino
Tortilla spagnola by Kucina di Kiara
Rotolo di frittata by Olio & Aceto
Girelle di frittata by Olio & Aceto
Tortino di patate e peperoni by Hiperica
Omelette rustica con punte d’asparagi by Hiperica
Frittata di frutta e verdura by Bouquet di Fantasia
Un po’ fuori un po’ no…
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Note di cioccolato
Ma tutta questa attesa ne vale davvero al pena? mhhhhhhhh…NI!
“La fila? E’ per la vostra salute” recita lo slogan, ma sinceramente mi sarei aspettata qualcosa di meglio oltre alla sparizione lampo perchè o leccavi il cono a razzo o colava da tutte le parti! O magari, nell’interminabile attesa la voglia di gelato mi era passata!!!
Un qualcosa “in più” di ciò che sembra arricchisce invece il risotto di oggi, la seconda proposta in tema fiori.
Certo anche lui è un po’ fuori! Sì, un po’ fuori stagione se guardiamo il bicchiere mezzo vuoto e pensiamo alla primavera 2010, ma in perfetto anticipo per essere puntuali all’appuntamento della primavera 2011 guardando il bicchiere mezzo pieno.
Benedetto Einstein e la sua relatività ^__^
A cosa mi riferisco? Ad un leggero sottofondo di asparagi che si accompagna alla delicata nota dei fiori di zucca e dona a questo risotto una marcia in più.
A proposito di asparagi…ma voi coi gambi…che ci fate?
Di sicuro avrò scoperto di nuovo l’acqua calda ma io ci faccio…il BRODO! Già, il brodo, che congelo in comode porzioni e uso all’occorrenza per insaporire pasta, riso, minestre ma anche filetti di pesce e scaloppine.
Se non lo immaginavate e volete sapere come, seguitemi nella ricetta. Se invece, come penso, questo brodo non è per voi cosa nuova…beh, abbiate pazienza! Meglio tardi che mai ci son arrivata anch’io!
Però il risotto vi consiglio di seguirlo lo stesso…parola di Calimero
RISOTTO con FIORI e ZUCCHINE in BRODO d’ASPARAGI
INGREDIENTI per 4 persone
- 300gr di riso per risotti
- 1 zucchina scura grande
- 10-12 fiori di zucca
- 1 scalogno
- curry
- brodo di asparagi (*) o in alternativa brodo vegetale
- brandy
- olio evo
- una noce di burro
- sale
NOTA (*): per il brodo di asparagi, mettere in una pentola i gambi scartati degli asparagi insieme ad abbondante acqua, un pizzico di sale e un pezzetto di zenzero fresco, lasciar cuocere a fuoco basso per circa un’ora dall’ebollizione e passare al passaverdure a fori piccoli, in modo da eliminare le fibre. Rimettere nella pentola e tenere in caldo se si usa subito, altrimenti porzionare in contenitori a chiusura ermetica e conservare in freezer.
Un fior fiore di…
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Acciderbola com’è volato via in fretta questo mese, ora comincio davvero a rendermi conto delle giornate che si accorciano e l’idea che tra un po’ toccherà tirar fuori di nuovo maglioni e piumini…meglio che non ci pensi, altrimenti mi angoscio prima del tempo e invece voglio continuare a godermi quest’utlimo scorcio d’estate, pensando che fra una settimana esatta arriveranno finalmente le ferie e tornerò casa da mamma. E’ da Natale ormai che non faccio più una scappata in Abruzzo e lo sfondo del Gran Sasso che si scorge dal balcone di casa comincia a mancarmi sul serio!
Ma veniamo alla proposta di oggi ^__^
Vi preannuncio che i prossimi post saranno a tema, legati dallo stesso ingrediente che finalmente mi sono decisa a portare in tavola prima che la stagione finisse davvero. Meglio tardi che mai…alla fine ce l’ho fatta!
E nell’indecisione di cosa postare per prima inconsapevolmente è arrivata in soccorso lei, sempre solare, simpatica, attenta (GRAZIE cara per la svista dei pomodori secchi *_^ ), cuoca DOC le cui ricette sono “Ambrosia & Nettare” cibo per gli dei, tanto che ancora sto sognando la sua paella e la sua zuppa di pesce gallipolina.
Magari non è così, ma nel caso bimba ti stessi chiedendo cosa ci sarà nella prossima, ecco svelato il mistero: FIORI di ZUCCA!
Ebbene sì, stavolta in una rustica focacciona con farina di cereali ci son finiti proprio loro!
In verità, col senno di poi, devo ammettere che il sapore delicato dei fiori si avverte poco nel mare magnum della pasta, ma l’aggiunta delle zucchine in superficie è stata una valida “illuminazione” per un rinforzo di gusto. A casa è piaciuta parecchio, tanto da sparire in un battibaleno.
E per voi? Esperimento promosso, bocciato o…rimandato a settembre?
FOCACCIA ai FIORI di ZUCCA
INGREDIENTI
- 300gr di farina Manitoba
- 100gr di farina per pane ai cereali
- 100gr di farina integrale
- 20gr di fiocchi di patate (quelli per purè)
- 10gr di lievito di birra fresco
- 370gr di acqua
- 3 cucchiai di olio evo
- 20 fiori di zucca grandicelli
- 1 zucchina
- 2 rametti di maggiorana fresca
- 1 cucchiaino di miele
- 8gr di sale
- emulsione olio evo-acqua e sale per la superficie
Coprire con pellicola e lasciar lievitare fino a che il volume risulterà triplicato (all’incirca un paio d’ore).
Rovesciare la pasta sulla spianatoia cosparsa di semola, spezzarla in due, dare due giri di pieghe tipo 1 con l’aiuto di una spatola, coprire e lasciar riposare una ventina di minuti-mezz’ora. Traferire la pasta con le mani ben unte di olio su due teglie foderate di carta forno, stenderla cercando di non schiacciare le bolle, distribuire sulla superficie le zucchine tagliate a rondelle con la mandolina e lasciar riposare ancora una mezz’oretta.
Appena prima di infornare spennellare la superficie con un’emulsione acqua-olio e cosparegere a piacere con un pizzico di sale.
Cuocere in forno ben caldo a 220°C per circa 12 minuti ultima tacca in basso, poi spostare seconda tacca dall’alto e proseguire la cottura per altri 5-7 minuti.
Bon appetit e buon week end ^__^
Daje de tacco…le!
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-
250gr di pasta formato gramigna
-
formaggio feta (circa 100gr)
-
taccole (io ho usato queste, ma fresche è meglio)
-
1 pomodoro rosso sodo
-
1 cipollotto rosso fresco di Tropea
-
rucola q.b.
-
menta e timo (freschi è meglio, se li avete)
-
zenzero fresco (almeno questo…ce l’ho!)
-
olio evo
-
sale
-
8 pomodori rossi maturi e sodi per la presentazione (facoltativo)
Something Red the Revival: from red to blue…berry
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PLUM CAKE alla PANNA con CUORE di MIRTILLI
INGREDIENTI
- 250gr di farina 00
- 130gr di zucchero (150gr se la preferite più dolce)
- 3 uova medie
- 200ml di panna fresca
- 1 vaschetta (125gr) di mirtilli freschi
- 12gr di lievito per dolci
- 1 limone non trattato
- 1 cucchiaino di zenzero in polvere
- latte q.b.
- sale
Trasferire circa metà dell’impasto in uno stampo da plum cake imburrato e infarinato (il mio è da 30cm), distribuire sopra circa la metà dei mirtilli, coprire con il resto dell’impasto e terminare con i mirtilli rimasti. A piacere spolverare la superficie con un po’ di zucchero (a questo giro l’ho dimenticato ma forse è stato meglio così!).
Cuocere in forno caldo a 180°C per circa 50-60 minuti, coprendo con un foglio d’alluminio se tendesse a colorire troppo.
E che vi devo di’…è sparita in un battibaleno ^__^
Buonissima e giornata e felice settimana a tutti
Sognando la Grecia!
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Il week end è già arrivato ma niente ferie ha ancor portato.
Altri due ne dovrò aspettare se a casa da mamma vorrò tornare.
Niente di lungo, niente di che, solo un week end di riposo per me, per staccare dalla routine e fare il pieno di fagiolin (‘nvedi te come sono poetica…non c’entra niente ma mi serviva la rima)!
E allora se per ora in vacanza non si va, indovinate un po’ cosa si fa?
Per ingannar l’attesa lunga e dura ci si da all’avventura e tra un “sogno” e un “son desta” un profumo di Grecia mi conquista.
Con che cosa volete sapere? Olive nere e bianca feta, pomodori e cipollotti gli ingredienti galeotti.
Una focaccia essi han guarnito per il piacere di un invito.
La focaccia ora è vera, ora c’è e io con affetto la dedico a te, a te mia dolce amica che quel giorno inutilmente, il post fantasma adocchiasti prontamente.
Che il “caro” Blogger birichino pubblicò con un “click-ino” e senza chiedere il permesso stava quasi a farmi fesso!
Ora è vero ed è sicuro, gran bontà io ve lo giuro.
E se Ken non è con voi, in soccorso viene lui…guarda attenta, prendi appunti e con lo stress così la spunti!
Un abbraccio lascio a voi, buon week end a tutti noi ^__^
FOCACCIA GREEK STYLE (pomodorini, cipolle, olive e feta)
INGREDIENTI
- 300gr di farina di Kamut
- 200gr di farina Manitoba
- 410gr di acqua
- 10gr di lievito di birra fresco
- pomodori secchi a piacere
- 50gr di pesto di olive nere
- 1 cucchiaino di zucchero di canna
- 8gr di sale
- formaggio feta q.b.
- pomodori ciliegino
- 1 cipollotto fresco di Tropea
- rucola
- emulsione acqua-olio evo per la superficie
Aggiungere poco alla volta il pesto di olive, quindi unire i pomodori secchi tagliati a piccoli pezzetti, montare il gancio e lavorare fino a che la pasta risulta ben incordata e si stacca in blocco dalle pareti della ciotola. Coprire con pellicola e lasciar lievitare per circa un paio d’ore: deve triplicare di volume.
Rovesciare la pasta sulla spianatoia infarinata con abbondante semola, spezzarla in due e aiutandosi con una spatola dare due giri di pieghe tipo 1; coprire e lasciar riposare 20-30 minuti.
Con le mani ben unte di olio trasferire la pasta in due teglie foderate di carta forno, stenderla cercando di non schiacciare le bolle, distribuire sulla superficie i pomodorini divisi a metà e il cipollotto affettato al velo e lasciar riposare ancora una mezz’ora. Nel frattempo accendere il forno a 220°C.
Spennellare la superficie con un’emulsione acqua-olio e infornare per circa 12 minuti ultima tacca in basso. Spostare quindi alla seconda tacca dall’alto e terminare di cuocere per altri 5-7 minuti fino a doratura.
Fuori dal forno distribuire sulla superficie il formaggio feta sbriciolato, qualche fogliolina di rucola e
…buon appetito!
Con questa ricetta di ispirazione vagamente greca partecipo alla bellissima raccolta di Zucchero&Farina “Ethnic Food“
Il fascino del bianco e nero
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Io le adoro, trovo che abbiano un fascino tutto particolare che lascia libero spazio alla fantasia e al romanticismo…mi piace immaginare le tinte, magari sgargianti, che possono nascondersi dietro quei due unici colori in diverse gradazioni che compongono la foto, mi piace sognare nell’atmosfera magica evocata dalle immagini sbiadite…mi piace! Oggi si vede che mi sono alzata con una vena nostalgica eh?
Ma è vero anche che non tutti i soggetti si prestano bene allo stesso modo. Decisamente adoro in bianco e nero le fotografie dei matrimoni e questa riflessione mi è venuta perchè rimettendo ordine tra vecchie carte mi son capitate tra le mani un paio di foto del matrimonio di mia cugina, giustappunto in stile bianco e nero invecchiato e da lì ho sono passata a ricercare le vecchie foto dei mie nonni e a lasciarmi andare sulla scia nostalgica dei ricordi…ma ora basta con i sogni ad occhi aperti e torniamo alla realtà…possibilmente a colori!
La ricetta di oggi rende decisamente meglio in chiave colorata, anche se sulla scena bianco e nero sono sempre i protagonisti, non trovate?
INGREDIENTI per 4 persone
- 300gr di riso (per la versione “sale-pepe” 150gr di riso bianco e 150gr di riso nero Venere)
- 2 fette di salmone fresco da circa 170gr l’una (o 200gr di salmone in scatola al naturale)
- 1 carota
- 1 costola di sedano
- 1/2 cipolla
- 4-5 grani di pepe
- 2 arance non trattate
- 100gr di olive nere snocciolate
- 1 mazzetto di rucola
- olio evo
- sale
- pepe
Da un’alga…una rosa
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Buondì ragazzi, Ferragosto è passato e con lui anche l’estate mi sembra volata via! A proposito, che avete fatto di bello?
Io niente di particolare, non amo troppo il caos di questa giornata quindi niente mare, niente terme, niente gita fuoir porta, ma una “tranquilla” (si fa per dire!) giornatina in casa, passata in cucina tra marmellata di susine, bottino di sabato e di cui a breve posterò al ricetta, e sperimentazioni varie con un “giochino” nuovo mentre la città era (e lo è tutt’ora) un brulicare di gente impazzita per il Palio dell’Assunta che si correrà stasera in Piazza del Campo.
Ma vi dicevo del mio “giochino”…vi avviso, è cosa lunga!
La prima tentazione è stata da Zebretta, poi di nuovo oltremare e infine, in un’incursione al NaturaSì indovinate un po’ in cosa mi sono “involontariamente” imbattuta? In un bel vasetto di agar-agar in polvere…quando si dice il caso…chi l’avrebbe mai immaginato hihihihi!!!!
E dire che usarlo sembrava un gioco da ragazzi!
Primo inghippo: come lo doso? E qui, dove non è arrivata la bilancia sono venuti in soccorso i misurini IKEA, comprati una vita fa e mai usati! Finalmente il più piccolo ha trovato la sua funzione stabile e definitiva!
Secondo punto: come lo aggiungo?
E che ci vuole: lo sciogli, lo versi, dai una mescolatina e il gioco è fatto…direte voi!
Eh sì ehhhhhhhh! O sono particolarmente imbranata io (e ammetto pure che LO SONO!) o non è poi così facile come sembra, almeno non senza averci preso prima un po’ di confidenza.
Al primo esperimento mi son dimenticata di bollire l’agar. Risultato: yogurt con annesso agar liquido che non si sarebbe sciolto neanche da qui a tre anni e mezzo…’na ciofeca!
Seconda prova:mi ricordo di bollire l’agar ma fuuuuuuuuurba, prendo una tazzina da caffè per metterlo in microonde. Risultato: ogni due secondi rischiava di strabordare di fuori fino a che…l’ha fatto! Prendere una tazza più grande no eh? Perchè semplificarsi la vita quando la si può avere spericolata come Vasco Rossi! E così pure il forno m’è toccato pulire!
Terza prova: risolto il problema “bollitura”, verso l’agar nello yogurt e secondo voi con cosa mescolo, con una frusta? Ma no di certo! CUCCHIAINO! E cosa vuoi che le abbiano inventate a fare le fruste! Come la freccia delle auto, mai nessuno che la metta quando serve. Ecco, io faccio lo stesso con la frusta. Risultato di cotanto sbattimento di cucchiaino: un budino di yogurt che non sarebbe stato affatto male se in bocca non fosse toccato avere a che fare con qualche pezzetto (qualche parecchio!) di agar plasticoso! Ciofeca due…la vendetta!
Ma siccome chi la dura la vince e io DURA sono, alla fine il mio sistemino per ragionare a quattr’occhi con mr agar l’ho finalmente trovato.
1. intanto mi sono convertita all’uso della frusta;
2. intanto ho deciso che è meglio un pentolino grossso esagerato quanto vuoi ma sul fornello piuttosto che la tazza in micro;
3. la qt di liquido non deve essere troppa ma neanche troppo poca, in modo che l’agar bollente risulti bello fluido e non viscoso;
4. lo incorporo a filo mescolando, nello yogurt portato a temperatura ambiente, in modo da eviatare uno shock termico troppo brusco.
Non so se sia il sistema più corretto però finora è quello che mi ha permesso di ottenere un budino denso e cremoso al punto giusto, sano e leggero, sempre diverso, senza intrusi indesiderati, velocissimo da preparare (anche meno di un’oretta di frigo per le mono porzioni ed è pronto) e che si sforma a meraviglia.
Io me lo gusterò stasera guardando il Palio in TV e voi?
Ah…dimenticavo! Siccome nel mezzo di tutto questo po’ po’ di prove ho fatto qualche ricerchina in rete, ho trovato questo esperimento molto interessante. Se vi va di darci un’occhiata…
BUDINO di YOGURT VANIGLIA e CAFFE’
INGREDIENTI per 6 rose
- per il budino al caffè
- 250gr di yogurt intero bianco cremoso a T ambiente
- zucchero q.b.
- 1/2 cucchiaino da thè di agar-agar (1gr)
- circa 1/2 tazzina da caffè di acqua
- 2 cucchiaini di caffè solubile
- per il budino alla vaniglia
- 250gr di yogurt intero bianco cremoso a T ambiente
- zucchero q.b.
- 1/2 cucchiaino da thè di agar-agar (1gr)
- circa 1/2 tazzina da caffè di acqua
- 1 cucchiaino di vaniglia liquida
Per il budino al caffè: zuccherare lo yogurt a piacere, aggiungere il caffè solubile e mescolare bene.
Sciogliere l’agar nell’acqua e lasciar bollire a fuoco basso per un paio di minuti. Spegnere il fuoco, far riposare un mezzo minuto mescolando, poi versare a filo nello yogurt al caffè, mescolando rapidamente con una frusta.
Versare subito negli stampini riempiendoli a metà e tenere da parte.
Preparare ora il budino alla vaniglia. Zuccherare lo yogurt, aggiungere anche la vaniglia liquida e mescolare.
Sciogliere l’agar come sopra, aggiungerlo a filo nello yogurt alla vaniglia, mescolando velocemente con la frusta, e versare negli stampini sopra la parte al caffè, che nel frattempo avrà cominciato a solidificare.
Trasferire il tutto in frigo e una volta be solidificato (ci vorrà un’oretta) sformare i budini su un piattino da dessert, decorare a piacere con chicchi di caffè al cioccolato (che acciderbola mi sono ricordata troppo tardi!) e servire.
Aggiungo questa ricetta lampo alla freschissima raccolta di Menta & Cioccolato
Grazie a tutti per la vostra pazienza, ne avete davvero tanta se siete riusciti a reggermi senza crollare fino alla fine di questo post-odissea…tutto per un budino di yogurt!!!
Un bacione e alla prossima ^__^
Premio Creatività…a me?!?!?
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Note di cioccolato
Buon Ferragosto a tutti, a chi è in vacanza, a chi è rimasto in città, a chi parte e a chi resta.
Oggi niente ricetta, ma un post veloce veloce per ringraziare di cuore la super simpaticissima Mony per questo premio del tutto inatteso!!!
Creativa io…in cucina…Mony sarà mica l’effetto della dieta?
Però lo accetto mooooooooolto volentierissimo, chissà che non sia di buon auspicio per la mia fantasia
!
Ora…io dovrei girarlo ad altri 5 blog ma sapete bene che non mi piace fare delle scelte, intanto perchè credo che siate tutti/e meritevoli di premio, secondo perchè a me sembrate tutti mooooooolto più creativi di me.
Eeeeeeeeergo, io lo offro a tutti voi che avrete piacere di accettarlo in segno di affetto e di amicizia.
Un bacione grande…grazie di esserci :X
Mamma…così non vale!
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Note di cioccolato
Da un lato io che non volevo sentirne, dall’altro il pediatra con il suo “carne ALMENO una volta al giorno” (almeno sì, ALMENO NON ROMPERE tanto, dico io!)vista la mia anemia cronica, e in mezzo Santa Mamma alle prese con “cosa mi invento oggi pur di fargliela ingoiare”, un terzetto davvero da non perdere!!!
E a tavola era di routine il classico tira e molla
capa tosta lei capa tosta io, buon sangue non mente!
Però però…siccome l’esperienza (in questo caso) fa l’uomo ladro, la mia mammina furbacchiona…
Vi lascio immaginare la mia faccia quando a tavola, al posto del tanto atteso oggetto del desiderio, mi sono vista recapitare un MAXI HAMBURGER debitamente travestito da…pizza!!! E siccome non mi è mai andata giù venir meno alle promesse e rimangiarmi la parola, me lo sono finito tutto senza fiatare o proferire parola. In fondo avevo accettato io la…pizza, e pure di buon grado!
Mamy…quella volta mi hai fregata, ma la prossima PIZZA la decido io
PIZZA di CARNE in PADELLA
INGREDIENTI per 2 persone
- 200gr di macinato magro di vitellone
- 100gr di macinato magro di maiale
- 1 limoni non trattato
- 1 uovo
- parmigiano grattugiato q.b.
- polpa di pomodoro fresco
- 2 fette di provola dolce
- olive nere snocciolate
- maggiorana
- origano
- curry
- olio evo
- sale
In una ciotola riunire i due tipi di macinato, aggiungere il trito di erbe aromatiche, il succo del limone (se fosse troppo, non aggiungerlo tutto) e impastare. Unire l’uovo sbattuto, una generosa manciata di parmigiano, una leggera spolverata di curry, regolare di sale e mescolare per amalgamare gli ingredienti. Lasciar riposare una decina di minuti, poi mescolare bene di nuovo (non dovrebbe essere necessario, ma se l’impasto fosse troppo umido unire pochissimo pangrattato).
In una padella antiaderente scaldare un cucchiaio di olio, versare la carne e schiacciarla con il dorso di un cucchiaio in modo da formare un tortino (io ho diviso l’impasto in due parti e ho preparato due “pizzette” monoporzione).
Lasciar cuocere a fuoco basso per una decina di minuti, girare delicatamente la “pizza” con l’aiuto di un piatto e proseguire la cottura dall’altro lato per 5 minuti circa, poi distribuire sulla superficie la polpa di pomodoro, la provola a listerelle e le olive a rondelle.
Coprire con un coperchio e cuocere ancora per un paio di minuti, il tempo necessario perchè il formaggio fonda. Servire subito.
Chissà se bambini della Cometa Pasticciona gradiranno come quelli più “cresciuti” ^__^
La "signora" in giallo
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Note di cioccolato
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| (foto presa dal web) |
- 250gr di farina di kamut
- 250gr di farina Manitoba
- 400gr di acqua
- 2 cucchiai di olio evo
- 10gr di lievito di birra fresco
- 2 bustine di zafferano
- origano q.b.
- 1 cucchiaino di miele
- 8gr di sale
- pomodori ciliegino q.b.
- 1-2 cipolle bianche (meglio se fresche)
- emulsione acqua-olio per la superficie
Coprire con pellicola e lasciar lievitare per circa due d’ore: deve triplicare di volume.
(*) quelle che avevo erano cipolle scottate a vapore ma se preferite potete anche soffriggerle in padella con un po’ di olio ed eventualmente un goccio d’acqua, fino a renderle appena morbide, senza aggiungere sale.
Aggiungendole direttamente a crudo sulla superficie della focaccia, ho l’impressione che le cipolle non abbiano il tempo di cuocere completamente in forno, restando così troppo al dente.
NOTA Piccolo trucchetto, che senz’altro tutti conoscete, ma che vi ricordo lo stesso così lo ricordo anche a me medesima: per eliminare l’odore “forte” della cipolla (che rende l’alito non proprio Chanel n°5!) e renderle nello stesso tempo più digeribili, le lascio almeno un paio d’ore a bagno in acqua e latte con un pizzico di sale. Magari non passeranno del tutto inosservate alla “prova bacio” ma la differenza c’è e si sente
Un bacio, alla prossima
Il granito duro si fa tenero…
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Note di cioccolato
GRANITA al LIMONE e…
INGREDIENTI
- 375ml di acqua
- 250gr di zucchero
- 250ml di succo di limone
- 25gr di miele poco aromatico (io ho usato del miele di limone, guarda caso l’unico che avevo al momento)
- succo di 1/2 limone
- 1 cucchiaino scarso di zenzero in polvere
- zenzero fresco
Far bollire l’acqua per circa 15 minuti con un pezzetto di radice fresca di zenzero, sbucciata e tagliata a fettine, spegnere il fuoco, aggiungere lo zenzero in polvere e lasciare in infusione per un altro quarto d’ora poi filtrare il tutto e riportare a volume per avere i 375ml previsti dalla ricetta (*).
Aggiungere all’acqua aromatizzata lo zucchero e le scorze di limone (solo la parte gialla, mi raccomando!), portare ad ebollizione, ridurre la fiamma e lasciar restringere per qualche minuto, mescolando con un cucchiaio di legno. Filtrare lo sciroppo con un colino a maglie fitte, aggiungere il succo dei limoni e il miele aromatizzato (filtrati entrambi) ed emulzionare bene il tutto con la frusta elettrica.
Trasferire il composto in un contenitore in plastica provvisto di coperchio e riporre in freezer per tutta la notte.
Il giorno dopo la granita è pronta per essere gustata in tutta la sua fresca morbidezza. E se siete amanti del pizzico, è perfetta per dissetare con “brio”…altro che “rossa o blu ” di R…..TA!!! Non ci credete? Provate
NOTA (*): la mia soglia di percezione del piccante è decisamente alta, quindi ho abbondato sia con la radice fresca di zenzero che con il cucchiaino di polvere (piuttosto colmo e non scarso).
Vi consiglio di assaggiare l’acqua aroomatizzata una volta ripotata a volume prima di preparare lo sciroppo e nel caso fosse troppo “piccante” di diluirla ulteriormente usandone poi la qt prevista dalla ricetta.
Con questa fresca e dissetante ricetta partecipo all’estivissima raccolta di Menta & Cioccolato


















































