dal blog: menu turistico
Dopo essere stata per anni l’azienda leader dell’economia danese, oggi la Lego è in crisi, tanto che da pochi anni si è deciso di lasciare la sede storica di Billund, da dove la fabbrica non si era mai mossa, per trasferire la produzione nei Paesi dell’Est: tuttavia, il mito continua ed ha il suo santuario in Legoland, il più famoso parco giochi della Danimarca, che continua ad essere uno dei più visitati al mondo. Di recente, Ryanair ha istituito voli diretti dall’Italia all’aereoporto di Billund, permettendo alle famiglie italiane di raggiungere il parco con maggiore facilità di prima
Per quanto riguarda il Parco, è in continua evoluzione, ma l’attrattiva più bella resta sempre Miniland, un grande spazio dove potete passeggiare in mezzo a perfette ricostruzioni di monumenti,piazze, castelli , fattorie, centrali idoelettriche, porti e, se vi piacciono le atmosfere esotiche, farvi anche un bel safari. I pezzi di Lego usati per costruirla sono oltre 20 milioni e resterete estasiati di fronte alla precisione con cui sono stati ricostruiti i dettagli, anche minimi. E soprattutto, altro dettaglio non trascurabile, è che tutto, ma proprio tutto, è fatto con i Lego
In questi ultimi tempi, però, sono state potenziate le aree giochi: nulla a che vedere con Gardaland e molto poco per gli adulti. In compenso, è un paradiso per i bambini, che possono andare in trenino in mezzo agli animali,
combattere contro i vichinghi a colpi di spruzzi d’acqua
e magari riposarsi, facendo un salto al saloon
Igrandi, invece, resteranno a bocca aperta di fronte alla Statua della Libertà
oppure alla riproduzione del Monte Rushmore, la più maestosa delle costruzioni del parco, per la quale è stato usato oltre un milione e mezzo di mattoncini
mentre chi ama cucinare, dalle food bloggers alle desperate housewifes, può sempre fare una foto ricordo con questo tipo qui
Il biglietto d’ingresso, ovviamente, è piuttosto caro: circa 40 euro per gli adulti e 30 per i ragazzi (al di sotto dei tre anni non si paga) e dà l’accesso a tutte le attrattive per l’intera giornata. Esistono poi degli sconti per chi desidera tornare il giorno dopo e delle card per avere l’accesso libero tutto l’anno.
Noi, invece, siamo entrati gratis- e questo senza scavalcare cancelli nè essere rincorsi per il resto della vacanza dalla Polizia. Basta arrivare all’ingresso pochi minuti prima della chiusura dei giochi e da lì in poi si ha un numero variabile di ore ( da una a due) per godersi Miniland e l’intero parco.
La cosa non è per nulla pubblicizzata dalla stessa Legoland ed anche le guide che ripostano questa opportunità sono molto imprecise: siamo stati testimoni di molti turisti (per lo più italiani) rimasti fuori dai cancelli perché arrivati all’ora indicata dalla guida, che non era quella prevista. E’ possibile che, per scongiurare questa abitudine, la direzione del parco abbia deciso di variare gli orari di continuo, ma esiste un modo per aggirare queste strategie: basta munirsi di numero di telefono e il giorno stesso in cui si decide di visitare il parco, telefonare e chiedere con precisione l’ora di ingresso e il tempo di permanenza.
Noi siamo stati fortunati, perché siamo entrati alla 16.30, con chiusura prevista alle 18.00, il che è un tempo sufficiente per guardare e riguardare tutto ( e ve lo dice una il cui marito – che pare abbia addirittura avuto il ciuccio fatto di mattoncini- è caduto in catalessi di fronte ad ogni costruzione), ma d’estate è facile che questo accada. Certo, se volete portare i vostri bambini, non è questo il sistema da adottare: ma se invece avete ragazzini al seguito, non vi conviene spendere più di 100 euro in tre, per incastrarvi un un trenino o spruzzare getti d’acqua a due pirati, per giunta finti. Fate come noi, e non ve ne pentirete
Alla prossima
Alessandra













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