barilla

Da un articolo letto su “Informarexresistere.fr” vengo a sapere che ancora una volta è partita una campagna contro Barilla per via dell’uso non qualitativamente adeguato del suo grano.

Cito:
L’azienda, non più italiana ma americana, usa grano con tassi di micotossine altissimo, e quindi ammuffito, derivante da lunghi stoccaggi, al prezzo più basso possibile.

L’abbassamento degli standard, deciso dalla Comunità Europea per favorire quei produttori di altri paesi con climi meno favorevoli, è andato a discapito dei coltivatori italiani, in particolare quelli del Sud Italia.

Inoltre Barilla è accusata di usare prevalentemente grano non italiano, in particolare canadese poiché costa meno e cuoce in 5 minuti invece dei 10/15 necessari al prodotto italiano.

Sui Social Network si è allargato il movimento di coloro che spingono al boicottaggio di quest’azienda che d’italiano ha sempre meno (è italiana per il 51%). Si spinge anche a consumare prodotti biologici, tuttavia c’è da dire che il biologico è, in Italia, il “marchio” più contraffatto in assoluto (vedi Prodotti biologici falsi per 200 milioni di euro).

La Barilla di difende dicendo che

  1. È conforme alle normative (che hanno abbassato gli standard, ma tant’è).
  2. Che da 15 anni gestiscono diversamente la semina e la coltivazione (ma non dice precisamente dove).
  3. Ammette che non riesce a soddisfare la domanda internazionale ed è per questo che usa anche grano non italiano.

Vi ricordo che sono marchi Barilla anche i seguenti:
- Essere
- Gran Pavesi
- Mulino Bianco
- Pavesini
- Voiello

E voi cosa pensate?

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