macelleria

Vi è mai capitato di entrare dal macellaio e di sentire dire, o magari di dirlo voi stessi: ” Vorrei 1/2 kg di fettine di vitella” ed il macellaio rispondere “Per fare cosa? Scaloppine, involtini, alla piastra…..” per essere poi lui a scegliere il pezzo di carne più adatto?
Bene, a me è capitato molte volte, ed essere per prima io a non avere idea di quale parte servisse; a parte i pezzi più comuni, non avevo davvero una visione completa delle parti che compongono l’animale, anche perchè i nomi spesso cambiano da regione a regione ed io di Regioni, e di Paesi ne ho girati abbastanza per avere una sufficiente confusione in testa.
Sapete quando si dice “niente capita per niente?” L’ultimo numero de “Gli Speciali – La Cucina Italiana”, dedicato al manzo e al vitello, ha fatto scattatre la scintilla: da qui l’idea di cercare in rete, fra le mie riviste e libri di cucina qualcosa che mi aiutasse a mettere qualche puntino sulle “i” e sono a condividerlo con voi iniziando, per questa volta, con il vitello.
Gli schemi che mi sono sembrati più chiari ed esplicativi sono quelli de “La Cucina Italiana”, li ho scannerizzati e riproposti con colori più contrastati per il web; il bancone della carne è invece quello del mio macellaio :) .

Poche ma indispensabili definiziomi per cominciare:
VITELLO animale macellato tra i 5 e i 7 mesi ed alimentato con solo latte sin dalla nascita: ha una carne tenera, di colore rosa chiaro, poco grassa e contiene molta acqua e quindi più digeribile.

VITELLONE età compresa fra gli 8 e i 12 mesi. La sua carne è più ricca di proteine rispetto a quella di vitello ed è pregiata.

MANZO età da 1 a 4 anni. Si intende sia il maschio non castrato che la femmina che non ha mai partorito). La carne è abbastanza grassa, saporita e
nutriente e più o meno tenera in base all’età della bestia.

L’animale solitamente, una volta macellato e spellato, tolte la testa, la coda e le frattaglie viene tagliato in due longitudinalmente e poi ulteriormente diviso in “quarti” per ottenere i tagli definitivi; sostanzialmente non esiste una grossa differenza fra i tagli del manzo e del vitello, variano per qualche nome e destinazione di uso e di cottura. La parte anteriore normalmente è meno pregiata di quella posteriore.

Quarto anteriore

Quarto ANTERIORE:
Partendo dalla spalla:

Cappello del prete: parte più interna e abbastanza cartilaginea e quindi ben indicata per i brasati
Brione: indicato per arrosti e cttura in umido
Fusello: detto così perchè caratterizzato da una forma “affusolata”; se ne possono ricavare fettine per prepararare involtini o scaloppine, oppure essere cotto intero bollito, arrosto e brasato.
Fesa di spalla: lo dice il nome è ancora parte della spalla ed è destinata ad arrosti, bolliti e brasati.

Avvicinandosi alle costole:

Reale : alla base delle prime vertebre dorsali forse la parte più tenera della parte anteriore e quindi adatta a cotture più o meno rapide.
Stinco anteriore: si può cuocere con o senza osso o segato per ricavarne gli ossibuchi.
Pancia e petto: le più ricche in cartillagini, caratterizzate da una forma piatta e quindi ben adattabili per essere farciti, arrotolati, stufati, bolliti o spezzati.

Quarto posterioreQuarto POSTERIORE:
Stinco: più gosso dell’ anteriore, ha le stesse destinazioni d’uso;
Pesce: ottimo per umido e spezzatino essendo ricco di sostanze gelatinose;
magatello: ottimo per essere cotto intero o affettato;
Fesa francese (interno coscia): si usa per scaloppine, arrosti e bistecche senza osso
Noce: divisibile ulteriormente in più parti per diverse preparazioni;
Spinacino: la cosidetta tasca da farcire per arrosti.
Sottofesa (esterno coscia): molto ricca di acqua è ideale per saltimbocca, costolette e arrosti;
Scamone: detto anche codino è l’arrosto per eccellenza;
Nodino: da cui si ricavano il filetto e è il lombo;
Carrè: costole che costituiscono la cassa toracica da cui si possono ottenere anche le costolette. Utilizzato intero
può essere arrostito (carrè di vitello)

I tagli sono a volte suddivisi in gruppi di prima, seconda e terza qualità. La classificazione è basata sullo spessore delle masse muscolari e sulla quantità di grasso e di altro tessuto connettivale presente.

Prima qualità

Seconda qualità

Terza qualità

filetto

fesone di spalla

punta

roastbeef

fusello

punta di petto

fesa

copertina di spalla o cappello del prete

collo (parte più vicina alla testa)

sottofesa

polpa di spalla o brione

geretti

scamone

coste della croce

coda

noce

reale

 

magatello

biancostato

 

 

pesce

 

Lalla

Coltivo la passione per la cucina da sempre, non amo passarci le ore con piatti laboriosi, ma elaborati si. Amo poco salse e salsine, scelgo piuttosto le spezie e la semplicità. Difficilmente propongo lo stesso piatto due volte di seguito, come in tutto quello che faccio, adoro scoprire e conoscere sempre cose nuove.

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